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Il simbolo originario: la caverna e il ventre
Ogni simbolo nasce da un incontro: tra ciò che siamo e ciò che vogliamo raccontare.
Quando ho iniziato a immaginare il logo di BiA, non cercavo semplicemente un segno grafico. Cercavo qualcosa che potesse contenere una storia, un’esperienza, una parte profonda del mio percorso.
Così sono tornata a uno dei simboli più antichi che esistano.
Una forma creata dall'insieme di figure triangolari, un segno arcaico che nelle culture antiche rappresentava la caverna e spesso anche il ventre femminile.
La caverna è il grembo della terra.
Il ventre è il luogo da cui nasce la vita.
Entrambi parlano dello stesso mistero: lo spazio che accoglie e genera.
Fin dalla preistoria, la caverna era percepita come il grembo della terra.
Entrarvi significava tornare all’origine, al luogo da cui tutto nasce. Anche il ventre femminile è stato rappresentato per millenni attraverso forme triangolari o romboidali.
Ma il simbolo del ventre non riguarda soltanto la nascita fisica. Nelle tradizioni simboliche il ventre è anche il luogo della trasformazione: lo spazio in cui qualcosa muore per rinascere in una nuova forma.
Quando l'ho visto, ho sentito immediatamente che era il punto di partenza giusto.
Il triangolo del logo BiA nasce da questa memoria antica.
Ma allo stesso tempo la trasforma.
Perché ogni simbolo continua a vivere solo quando qualcuno lo attraversa con la propria storia.
Il vuoto apparente
Osservando a un primo sguardo il simbolo originale del ventre della Grande Madre, ho percepito questo: un ventre apparentemente vuoto.
Nel mio percorso/destino non ci sono stati figli, quindi per me il tema del ventre ha assunto significati diversi; per molto tempo è stata una domanda aperta, uno spazio difficile da dominare, un vuoto che a volte sembrava definire qualcosa, aiutato anche dal mondo esterno...ancora enormemente discriminante nei confronti delle donne senza figli.
A quel punto è successo qualcosa e ho deciso che sarebbe stato il mio logo luogo, il mio ventre! Non più vuoto, ho capito che quel simbolo non doveva restare esattamente com'era. Doveva trasformarsi, proprio come si trasformano le nostre storie.
Con un semplice gesto, quasi istintivo, ho aggiunto due lineette all'interno del triangolo e così... è NATO il mio logo!
Quelle linee sono diventate il mio modo di abitare simbolicamente quello spazio, di riempirlo con tutte le altre forme di creazione che la vita rende possibili, uno spazio interiore in cui prendono forma le cose che ancora non esistono.
Nel logo di BiA, il triangolo custodisce l'archetipo del femminile: la profondità, la terra, la capacità di accogliere e trasformare.
Le due linee interne rappresentano ciò che ho scelto di mettere dentro quel ventre: la mia esperienza, il mio cammino, le cose che sono in grado di creare e continuo a creare, che sia un abito, un pensiero, un sentimento, un viaggio.
Quello che sembrava un vuoto diventa così uno spazio pieno di vita, anche se in forme diverse da quelle attese.
Questo logo non è soltanto un segno grafico.
È una dichiarazione silenziosa.
Racconta che anche quando qualcosa non accade nel modo in cui lo avevamo immaginato, la vita continua comunque a generare meraviglie!

Buon viaggio!